Provocazione? Realtà dei fatti? Incessante desiderio di vedere le cose finalmente al loro posto? In quanti ci stiamo lamentando ultimamente ma alla fine dei conti tutto è rimasto – e resterà – così? Chi legge questo blog sa perfettamente che per noi il software libero va applicato a 360°, soprattutto nella quotidianità; pensiamo agli istituti pubblici e al risparmio sulla spesa pubblica ma anche alle scuole e alla diffusione del sapere tra i giovani!Come abbiamo sempre detto e affermato il software libero non deve associato o equiparato al termine “gratis”, è vero che le distribuzioni possono essere scaricate e aggiornate senza problemi ma ricordiamoci che il software libero fonda le sue basi sulla comunità e i suoi membri, grazie ai quali la diffusione del sapere è assicurata!
Detto ciò parliamo delle scuole e del loro futuro: alzino la mano coloro i quali hanno visto nel proprio laboratorio informatico un pc con una distribuzione *NiX installata sopra; alzino la mano coloro i quali hanno avuto la fortuna di avere il prof delle superiori che spiegava Linux e alcune installazioni; alzino la mano coloro i quali hanno avuto la possibilità di presentare progetti basati su Linux senza che il prof si lamentasse ecc. Diciamo che la stragrande maggioranza degli studenti preferisce avere, nella propria scuola, un laboratorio nel quale avere i computer più in voga per il solo gusto di dire: “Però le tasse scolastiche almeno a qualcosa son servite!”…mhmmmmm…
Non sarebbe meglio investire le tasse scolastiche in qualcosa di più utile e formare i nostri giovani ragazzi in qualcosa di più utile? Dal sito di AetnaNet.org possiamo apprendere una lieta novella che, tanto per cambiare, è al di fuori del nostro paese. In Finlandia un centinaio di scuole usano applicazioni open source; sempre dal sito sopra citato:
Il costo per ciascun PC o portatile linux, manutenzione inclusa, è di circa 282 € l’anno (e in alcuni casi scende fino a 153 €), come dichiarato da un professore della scuola di Kasavuori, a Kauniainen.
Oltre agli evidenti vantaggi in termini economici, l’utilizzo dell’open source rende l’infrastruttura semplice, sicura, e di facile estensione.
Vi ricordate quando nel 2002 la divisione italiana della Microsoft voleva scoraggiare l’uso dell’open source chiedendo il fantomatico software chiuso nelle scuole? No? Bene eccovi l’articolo tratto dal sito di punto informatico…ora vi chiedo: in questi lunghi otto anni è cambiato forse qualcosa nel nostro bel paese? Nelle nostre scuole per caso il software libero ha avuto la meglio su quello proprietario? Non mi sembra affatto…la microsoft ancora può dormire sonni tranquilli, se non iniziamo a cambiare noi l’assetto della società – partendo dalle scuole e da altre istituzioni – non possiamo nè sperare e nè confidare nei nostri politici…basti pensare alla PEC del “grandissimo” Brunetta!!!




Ciao e complimenti per il post.
IMHO il confronto tra realta’ diverse (penso ad Italia e Finlandia) non puo’ esser fatto. Al di la’ della questione culturale (per quel che concerne la cultura che troviamo dietro al software GNU/Linux), le realta’ fattuali sono il risultato di una miriade di sotto-realta’ fatte di accordi commerciali, situazioni economiche pre-esistenti ed in definitiva (perdona l’estrema semplificazione) migliaia di professionisti (e quindi migliaia di famiglie) che vivono grazie a quello che e’ lo stato attuale dei fatti.
Sicuramente – ne sono certo – alla lunga il software OpenSource arrivera’ ad avere un ruolo piu’ importante (dal punto di vista retail) all’interno di questo ecosistema informatico che mi auguro possa sempre essere eterogeneo (open & closed); ma si tratta di evoluzioni che – in paesi dalla struttura sociale ed economica complessa come l’Italia – richiedono parecchi anni (parlo di lustri).
Al nord europa sono fighi e’ vero, ma c’e’ anche da dire che li’ tutto e’ molto piu’ semplice per millemila ragioni.
My two cents.
Io avevo un prof laureato in ingegneria informatica che non sapeva nemmeno cosa fosse debian (il prof aveva non più di 30 anni) quindi le cose stanno ancora peggio, è il mondo informatico (e accademico) italiano che fino al decennio scorso ha ignorato i sistemi Unix-like.
Per quanto riguarda le riforme della PA e del sistema informatico scolastico la vedo dura visto che alla fine la PA dipende da Office e da molti altri programmi che girano solo su Windows e fanno a cazzotti su wine (anche se office adesso gira bene). Tutto sta poi nel rinnovare la classe politico/burocratica che ancora oggi è ancorata a credenze arcaiche dell’informatica e tuttora stenta a stare al passo con Office 2007 e windows vista >_> e ancora oggi fanno confusione tra motore di ricerca e browser.
Parlo per esperienza indiretta visto che mio padre è contabile dentro la PA.
@kentoo
in realtà il discorso non è poi così difficile e/o complesso. Il tutto parte da accordi commerciali ai quali ovviamente la P.A. sottostà senza dir nulla. Si, ovvio, il tutto sta anche all’utente medio che si sente preso per il culo delle volte, vista l’instabilità di sistemi operativi fallati, ma anche comodamente coccolato da sistemi che ti permettono di interfacciare il tuo pc con console di gioco, telefonini ecc ecc. la comodità per l’utente medio è la scelta di comodo. Per quanto riguarda le P.A., e questo per rispondere anche all’amico @picchio, sono facilmente “riconvertibili” a sistemi Open, come hanno ben dimostrato gli amici di Trento(Diaolin insegna), a tal proposito quindi vi invito a dare una bella lettura qui http://www.linuxtrent.it/
Problematica tutta italiana è proprio quella della mentalità clientelare che tanto ci viene “invidiata” dagli stranieri…che ci chiamano proprio mafiosi.
Qualche tempo fa andai a Napoli ad assistere all’Open Mind, un evento eccezionale. Proprio all’Open Mind conobbi un tizio che parlava del problema delle licenze Microsoft e dello Stato italiano che in pratica pagava vere e proprie mazzette per arricchire il caro Bill…
I fighi sono anche qui..il problema è che noi italiani non siamo neanche in grado di ribellarci ad un puttaniere, pluricondannato, delinquente e mafioso, siamo il popolo della vergogna…mandiamo al governo condannati per mafia,figuriamoci metter su server per la P.A. sotto BSD
Beh, altrove si chiama social networking ed e’ addirittura peggiore e piu’ diffuso della mafia “nostrana”: altrove – peggio di qui – usciti dalle universita’ non si va da nessuna parte senza un’intera rete di raccomandazioni. Va da se’ che sia in Italia che altrove ci siano piacevoli eccezioni, ma rimangono appunto eccezioni… Smettiamola di farci “infinocchiare” da quella che ci propinano da anni gli stati nord-europei ed anglosassoni: propaganda nazionalista (non c’e’ altra definizione che calzi bene).
Per il discorso piu’ prettamente politico a cui accennavi: credi che i principali rappresentanti dell’opposizione siano piu’ puliti dell’attuale primo ministro italiano? E davvero credi che i primi ministri dei paesi cosiddetti moderni che in tanti osannano siano piu’ puliti dei nostri rappresentanti? Se la risposta e’ si’, allora qui in italia c’e’ semplicemente un problema di comunicazione.
@kentoo
ma guarda che non ho mai detto che gli altri stati siano più “puliti” o gli altri politici siano migliori. Va da sè però che in un qualsiasi governo, che non sia del Sud America, se un qualsiasi ministro risulta “sporco” lo si fa dimettere, si indaga su di lui, se ne esce fuori pulito bene, è libero di riprendere la sua carica, se ne esce “sporco” lo si prende a calci nel culo e lo si sputtana. Questo non vuol dire che siano “puliti” ma che almeno a rigor di facciata il popolo è contento. In Italia sappiamo ufficialmente tutti che abbiamo un primo ministro puttaniere e pregiudicato, ma sappiamo anche che per quanto sia stato indagato non ha mai passato 15 minuti in commissariato. Posso dirti dal canto mio, che nonostante non sia un pregiudicato, ho certamente passato più tempo in caserma di lui. E’ ovviamente solo un esempio.
tutto quello che dici deve avvenire DOPO la sentenza.
Le parole “di facciata” poi si commentano da se.
Buon’allucinazione.
infatti le sentenze dicono che LUI è colpevole
puttaniere, pregiudicato e libero di fare il ciufolo che vuole.
Le parole “di facciata” commentano quello che è lo status generale di TUTTI i paesi civili che quantomeno tengono il viso pulito. A parte Bush, non s’è mai sentito che un primo ministro belga, austriaco, tedesco, danese, finlandese sia stato un puttaniere deriso dall’opinione pubblica mondiale.
@ U-Black
Veramente di esempi di primi ministri puttanieri ce ne sono a gogo, vedi l’esempio di Sarkosy con le sue amichette e la sua favorita Carla.
Vedi il ministro Zapatero (si prima di diventare capo di governo) che se la faceva con la segretaria di turno.
Vedi tanti altri ministri europei e non (vedi Obama) che prima di avere ruoli di spicco si facevano i loro porci comodi (da puttaniere) anche andando contro alla loro stessa propaganda elettorale.
Poi certo qui in Italia il puttaniere lo si continua a fare anche quando si e in carica mentre all’estero una volta presa la poltrona si diventa buoni e canditi (o meglio sembra che sia cosi).
Il problema non è solo italiano è che chi ha potere alla fine si farà travolgere da esso e ne abuserà, ovviamente non parlo solo di potere politico/economico ma in generale (vedi il papa e gente come Murdoch il proprietario di Sky che lotta da anni contro Google news per avere un’editoria controllata anche su internet).
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