Ultimamente il termine hacker viene spesso associato a quello di cracker, se vai in un pub trovi il ragazzino vestito di nero con due occhiaie grandi quanto lo Stretto di Messina con un pc davanti a fare chissà cosa – in realtà chatta o migliora l’immagine della donnina nuda appena scaricata – perchè lo fa sentire hacker e sul web impazza la moda dell’essere hacker a tutti i costi perchè fa figo! Cos’è dunque l’etica hacker 2.0???Dalla definizione di Wikipedia, l’etica hacker non è altro che:
una etica emersa (e applicata) dalle comunità virtuali o cyber communities (ma non esclusivamente). [...] Essa si basa su dei principi generali e Levy li ha così riassunti:
- l’accesso ai computer deve essere assolutamente completo e illimitato, gli hacker devono poter esaminare sistemi già esistenti per poterli comprendere al fine di creare nuova tecnologia;
- TUTTA l’informazione deve essere libera, da qui la famosa condivisione del sapere;
- gli hacker sono contrari a qualsiasi forma di burocrazia in quanto causa di rallentamente spesso volontaria sulla diffusione della conoscenza;
- è l’operato ad essere giudicato, non l’hacker in sè;
- con il computer si può creare arte;
- i computer possono cambiare la vita in meglio, difatti oltre ad essere parte integrante delle loro vite per gli hacker sono lo strumento fondamentale per comunicare con il resto del mondo e apportare le giuste migliorie.
Bene…e nella quotidianità cosa succede? A parte le scuole di hacking che nascono come funghi in ogni dove, si assiste ad un nuovo tormentone, ovvero tutti brutti e cattivi che vogliono essere hacker, che si auto-proclamano hacker e che diventano i nuovi Messia del web! E l’etica hacker manco sanno che esiste o quantomeno…se fossero realmente hacker la applicherebbero in primis nella realtà! Ma andiamo con ordine, perchè se nella realtà ci sono questi soggettoni nel web, e sopratutto nei social network, c’è di peggio…
Nella vita reale è spesso il ragazzino a fingersi hacker magari per far colpo sulla bella gnocca del gruppo e resta sveglio tutta la notte bevendo litri e litri di caffè dando retta ai consigli della sottoscritta – Pravi PamPini!!! Fate così e a breve morirete tutti mhuahuahuahua -, ma anche gli adulti non scherzano perchè spesso si mascherano peggio di zorro e rivendicano le loro conoscenze e il loro sapere. Chi crede fermamente nell’essere hacker apporta dei benifici all’interno della società senza aver nessun rendiconto personale nè tanto meno economico, difatti se si vuol proporre una legge regionale sul Software Libero lo si dovrebbe fare senza ricevere in cambio nulla, organizzare dei corsi per aiutare le persone a proiettarsi con maggiore facilità all’ottica dell’Open Source ha lo scopo di ricevere soldini? La diffusione del sapere dove l’avete messa? Nel portafoglio vicino alla banconota da 50 euro forse?…
Ma passiamo al web, perchè così come la Rete si è evoluta anche l’etica hacker ed è diventata 2.0! A parte che i VERI hacker non vanno a sbanderiare la loro identità – non sono dei bimbominchia! #Sapevatelo! – quelli che si reputano tali ora approdano anche nei social network con frasi del tipo: “Che IO sono così hacker, ti sniffo tutte le conversazioni con il mio super potente sniffer che in modalità promiscua recepisce tutto” (PIRLA, se sei nei miei contatti hai accesso a quello che ho scritto!) oppure “Che IO sono hacker perchè se mi stai antipatico ti cancello l’account (ARI-PIRLA, se hai già la password di sto povero sventurato visto che gestite l’account insieme ci vuole il mago zurlì per indovinarla vero?) e ancora “Che IO sono hacker perchè basta che scrivo qualche piccola frase senza senzo però inserisco qualche numerino nel mezzo e tutti avranno timore e rispetto di me” (°_° è meglio che a questi ultimi vengano inflitte pesanti pene corporali)…
L’etica hacker comprende, implicitamente, la corretta esecuzione delle “regole comportamentali” nella vita reale e nella realtà 2.0! Diffidate delle imitazioni. Ho voluto portare alla vostra attenzione questi piccoli appunti sul che cosa sia l’etica hacker perchè se vi trovate di fronte personaggi eccentrici o con lo scopo di guadagnarci qualcosa, sappiate che NON sono hacker, la loro “deontologia professionale” è quella chiaramente espressa all’inizio dell’articolo!



