E rieccoci al nuovo bavaglio che si mette sulla Rete…Decreto Levi, Emendamento D’Alia, Ddl Carlucci…siete superati…il vice ministro per lo Sviluppo Economico con delega Comunicazioni ha in serbo il Decreto Romani per tutti i cybernauti in ascolto: se per la fantomatica febbrA maialA abbiamo ingaggiato Topo Gigio, ora sto povero Topo che dovrà inventarsi per imbavagliare le notizie?
Il responsabile per le relazioni isituzionali di Google Italia, Marco Pancini, ha rilasciato un’intervista a Bloomerg attraverso la quale poter esprimere tranquillamente le perplessità del nuovo Decreto, affermando che:
Il Decreto da ai provider su Internet le stesse responsabilità delle emittenti televisive, solo che queste si occupano direttamente dei contenuti, mentre YouTube si limita a mettere a disposizione le proprie piattaforme agli utenti. [...] Esso ha una conseguenza importante: disapplica, di fatto, le norme sul commercio elettronico in base alla quale l’attività dell’hosting provider, cioè del sito che ospita contenuti generati da terzi, va distinta da quella di un canale tv, che sceglie cosa trasmettere. Significa distruggere il sistema internet!
Sì perchè ora YouTube è considerata come una televisione a tutti gli effetti e deve rispettare le stesse norme che regolano il sistema televisivo…è normale e lecito che tutto il web si stia chiedendo: “Ma per caso c’entra la causa intentata da Mediaset contro YouTube in tutto questo?”. Ora occorre imbavagliare anche internet per avere sotto controllo anche in questo campo le notizie? Paura eh? Ma non vi rendete conto di essere ridicoli e di portare all’esasperazione il comune cittadino?!?!?! Non vi rendete conto che abbiamo capito da un bel pezzo che non esiste più una libera notizia, che tutti gli articoli della grande stampa, che tutti i servizi dei più noti network nazionali sono manipolati a dovere? Ma ci avete preso per una massa di cretini che stanno ai comodi della SIAE?
Il quotidiano on-line per la libertà d’espressione, ovvero Art.21.info, inquadra in maniera molto esaustiva questa nuova iniziativa goliardica nata per tutelare i diritti d’autore ma ideata per incrementare la censura e rafforzare il potere dei soliti noti e vi riporto testualemente i punti saldi:
Per prima cosa il decreto include la fornitura delle immagini via internet tra le attività che necessitano di un’autorizzazione del Governo, poi estende la rigida disciplina del diritto d’autore ai fornitori di servizi via internet con disposizioni dagli effetti simili a quelli della controversa legge francese. Infine estende il diritto di rettifica anche ai TG eventualmente trasmessi sul web anche in questo caso con un intento che ricorda quanto il Governo ha già tentato di fare con riferimento ai Blog, per cui potrebbe essere una disposizione che apre la strada per imbavagliare i contenuti veicolati o su Internet in tutte le loro forme. In Italia si sta dunque profilando un’operazione che in assoluta assenza di discussioni e in violazione delle regole costituzionali in materia di decretazione delegata tente di comprimere forse definitivamente i pochi spazi di libertà che oramai solo la rete garantisce.
L’Agcom sarà il nuovo Texas Ranger della Rete pronto a vigilare su tutto e su tutti? Abbiamo tanto deriso e criticato la Cina e la sua censura su Google? Bè miei cari…nel nostro bel paese sta succedendo la stessa cosa ma velatamente…quindi svegliamoci!!!
Concludo facendo un ulteriore complimento al Senato e al fantomatico processo breve…Avete ucciso la giustizia per parare il culo al solito collezionista di duomi…eccovi una bella immagine, tratta dal sito di Tiscali, che racchiude quanto successo oggi pomeriggio grazie a chi dovrebbe rappresentarci:





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