PARLAMENTARI CONDANNATI
(aggiornato a maggio 2008)
Fonti: “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez – Camera dei Deputati (www.camera.it), Senato della Repubblica (www.senato.it)
Berruti Massimo Maria (FI): condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento.
Bonsignore Vito (europarlamentare FI): condannato definitivamente a 2 anni per tentata concussione nello scandalo delle tangenti per il nuovo ospedale di Asti.
Mario Borghezio (europarlamentare Lega Nord): condannato in via definitiva per incendio aggravato da “finalità di discriminazione”, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa.
Bossi Umberto (Lega Nord): condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont.
Cantoni Giampiero (FI): ha patteggiato 2 anni di reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e risarcito 800 milioni di lire.
Carra Enzo (PD): una condanna in via definitiva per false dichiarazioni al pubblico ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta antigiuridica», ha tentato di «assicurare l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nel caso Enimont. Parola del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, nonché della Cassazione, che l’hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere.
Ciarrapico Giuseppe (PDL): è stato condannato a 3 anni definitivi per il crack da 70 miliardi della Casina Valadier (ricettazione fallimentare) e ad altri 4 e mezzo per il crack Ambrosiano (bancarotta fraudolenta).
De Angelis Marcello (AN): condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione.
Dell’Utri Marcello (FI): condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione).
Farina Renato (FI): Farina patteggia una pena di 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar, l’imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l’aiuto del Sismi, trasportato nella base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per sette mesi.
La Malfa Giorgio (FI): condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont.
Maroni Roberto (Lega Nord): condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.
Nania Domenico (AN): arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel
1980).
Naro Giuseppe (UDC): condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione (erano 3 anni in primo grado) per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica
cifra di 800 milioni di lire.
Papania Antonio (PD): il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio.
Sciascia Salvatore (FI): condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza.
Tomassini Antonio (FI): medico chirurgo, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di reclusione per falso.
La fonte di queste informazioni è il blog di Beppe Grillo, che personalmenrte non condivido, ma è una discreta fonte di informazioni.
Detto ciò vorrei aggiungere un paio di personaggi:
Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio): non mi basta assolutamente tutto lo spazio messomi a disposizione da WordPress, quindi incollo il link di Wikipedia.
Gabriella Carlucci (PDL): condannata a pagare oltre 10 mila euro di risarcimento più interessi alla propria assistente Celestina. Questa la sentenza del giudice Michele Forziati, che sanziona l’assenza di un contratto di lavoro tra la deputata del PdL e la portaborse, tra le quali era invece intercorso un rapporto di tipo lavorativo dal luglio 2004 a giugno 2006, per il quale la collaboratrice riceveva un pagamento non contrattualizzato dapprima di 500 € mensili e poi di 1000.
Tratto da Wikipedia:
Vicende e polemiche
- Nel 2001, in via del Tritone a Roma, per non rispettare uno stop, ha tamponato un bus del servizio pubblico, bloccandolo per 55 minuti. Nonostante fosse stata riconosciuta dai passeggeri, non si è fermata, ma, imboccando contromano la corsia preferenziale, si è recata a Montecitorio. Una volta arrivata in Piazza del Parlamento è stata multata per aver parcheggiato la sua Porsche sul marciapiede[1].
- Nel 2008 è stata protagonista di una querelle con alcuni importanti esponenti della comunità internazionale di studiosi di fisica[2][3][4][5][6] per aver espresso critiche sulla professionalità del prof. Luciano Maiani (all’epoca candidato alla presidenza del CNR ed osteggiato da esponenti della destra parlamentare) con riferimenti ad una sua pubblicazione scientifica del 1974 che secondo la Carlucci conterrebbe errori. Alle critiche di non aver apportato nessun contributo di rilievo rispose il premio Nobel Sheldon Glashow per testimoniare la propria stima per il contributo scientifico di Maiani.
| « I nostri soldi della scienza sono pochi, che almeno vengono spesi bene da persone perbene » | |
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(Gabriella Carlucci – Sulla Polemica con il Prof. Maiani [7])
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- Nel 2008 ha rilasciato delle dichiarazioni inerenti allo stipendio percepito dai parlamentari. Numerosi cittadini, come si può facilmente appurare cercando in rete, hanno espresso la loro indignazione per il giudizio di “minimo” espresso dalla parlamentare, in riferimento ovviamente alla paga, ed eseguito raffronti con gli stipendi in altri paesi europei verso i propri politici.
- Ci sono stati attimi di tensione durante un incontro con il Trio Medusa de Le Iene, recatosi davanti al parlamento con l’intento di chiedere spiegazioni alla Carlucci in merito ad alcune sue assenze in Parlamento (55 su 685, come è visibile sul video). I tre giornalisti, vestiti da vigili, hanno ironicamente fatto una multa di 10 euro, ovvero ciò che propose Fabrizio Cicchitto riguardo al trattamento verso gli assenti in Parlamento. La parlamentare ha gettato in terra le finte carte delle multe e tentato di rompere la telecamera dell’addetto. Il bilancio dei danni causati dalla parlamentare consiste in 2 microfoni rotti (dopo esser stati sottratti con la forza e portati via, e solo in seguito riconsegnati dai funzionari di polizia di Montecitorio) e una cuffia danneggiata. In più, il gruppo è stato insultato verbalmente e a tratti aggredito fisicamente dalla donna che respingeva le accuse. In una dichiarazione successiva all’episodio ha affermato di aver “volutamente esagerato”.
- La presentazione del Progetto di legge 2195 Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni[8][9][10], ha sollevato notevoli perplessità [11][12][13], come scrive anche l’avvocato Guido Scorza: “L’onorevole [Carlucci], in un post sul proprio blog e in una lettera aperta indirizzata a Webnews, scrive che la sua proposta di legge avrebbe come obiettivo quello di arrestare il drammatico fenomeno della pedofilia online [...] la proposta di legge sarebbe semmai antipirateria ma certamente non antipedofilia. Il disegno di legge non sembra avere niente a che vedere con la repressione della pedopornografia [...] Se ciò non bastasse, si può sempre guardare nelle proprietà del file pubblicato sul sito di Carlucci[9][10] per scoprire che il suo autore sarebbe un tal Davide Rossi, che si qualifica come della tal società Univideo che, francamente, è più facile immaginare dietro ad un’iniziativa legislativa antipirateria che non antipedofilia.”[14]. Per stessa ammissione della Carlucci[15], Davide Rossi è il presidente della società Univideo (Unione Italiana Editoria Audiovisiva), associazione di categoria aderente a Confindustria. Anche fra i suoi stessi colleghi di maggioranza, come il deputato Roberto Cassinelli, che nel proprio blog, rispondendo alla domanda di un utente, ha preso le distanze dalla proposta di legge in questione[16].
- Nel 2009, nel corso di un dibattito sulla libertà in rete organizzato da Altroconsumo, replica ad un intervento del giornalista de L’espresso Alessandro Gilioli affermando: Le auguro che appena suo figlio avrà accesso a Facebook venga intercettato dai pedofili e che lo incontrino sotto scuola… glielo auguro![17].
- Nell’ambito del Big Brother Award edizione italiana del 2009 è stata insignita del premio Minaccia da una vita in quanto prima firmataria, ma probabilmente non autrice, del DDL 2195: ispirato alla protezione in rete di minori insidiati da loschi figuri, sembra essersi rivelato uno strumento per tutelare i detentori dei diritti e l’industria dei contenuti. Il DDL prevede di istituire un’autorità che vigili sulla rete: potrebbe diventare, a parere dei giurati, “un Piccolo Fratello italiano che irreggimenti ed identifichi tutti, distruggendo in Italia la Rete come oggi la conosciamo, in modo che siano salvi ed intatti i diritti di proprietà intellettuale”[18]; sempre nel contesto del Big Brother Award ha ricevuto anche il premio Bocca a stivale per la frase “È arrivato il momento di combattere ed eliminare l’anonimato su Internet. Ancora una volta anonimi delinquenti usano Internet per diffamare, dileggiare, schedare, offendere, denunciare. Questa volta ad essere colpite sono state addirittura le forze dell’ordine, schedate e offese da un blogger anonimo. L’ennesimo inaccettabile caso di uso improprio della rete che dimostra quanto urgente e necessaria sia una normativa che impedisca ai farabutti di usare la rete per finalità eversive, coprendosi dietro il paravento dell’anonimato”[18].
- Nell’ottobre 2009 è stata condannata a risarcire una ex collaboratrice della sua segreteria, pagata in nero per quasi due anni, dal luglio 2004 al giugno 2006[19].
We Gabriella….è questo quello che intendi fermare?…lo sputtanamento via rete?…
AHHHHH Figuremmè…. AHHHHHHHHHH….
BUUUUUUUUUUUUUUUUU BUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU!
Ma perchè non torni a fare la valletta…ti riusciva davvero molto molto meglio!




quando una passa tutto quel tempo sulle ginocchia, poi pretende rispetto…. poveretta… che pena, che squallore…
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