Curiosando di qua e di là nella grande Rete mi sono soffermata su una notizia flash nella quale si ricordava questa bevanda. Dunque…Che fine ha fatto l’OpenCola? Sinceramente non mi ricordo proprio nulla e sarei curiosa di avere ulteriori dettagli a tal riguardo.
Già, perchè a differenza di una nota bevanda la cui ricetta è così segreta da ritenersi come l’ultimo mistero di Fatima, in questo caso sono fornite le istruzioni per poterla preparare anche a casa!
Sinceramente mi sapeva di bufala e sono andata a consultare l’enciclopedia virtuale per eccellenza. Ebbene, su wikipedia esiste l’OpenCola e i miei occhi increduli non possono credere a questa pseudo scoperta anche perchè il mio hacker non era a conoscenza di tale prodotto! La caratteristica più interessante?
Le istruzioni sono liberamente consultabili e modificabili. Chiunque può crearsi la bevanda e tutti possono modificare o regolare la giusta quantità degli ingredienti, basandosi sulla GNU General Public License.
Nata con lo scopo di diffondere il concetto e la filosofia dell’open source, sono state vendute oltre 150.000 lattine. L’azienda dell’OpenCola, situata a Toronto, è diventata famosa più per la bevanda che per il software applicato ma è fallita grazie alle multinazionali presenti nel settore e alle politiche di marketing adottate sotto un punto di vista economico/strategico.
Ed ora? In Italia era stato sviluppato un progetto “OpenCola Italiana” per una bevanda tonica al gusto di sambuco poi bruscamente interrotto. Ora si spera nel BlogOpenDrink per un possibile e imminente rilancio di tale bevanda. Un piccolo suggerimento…
Scommettiamo che se il nome viene modificato in “OpenCola. La bevanda dei veri Hackers” e la confezione esternamente diventa tutta nera – col passare del tempo si potrebbe sempre inserire un gadget di Linux o allegare una distribuzione *NiX – ci sarà un incremento delle vendite? Come mai? Bè, ultimamente con l’invasione di tutti quelli che credono di essere hackers o si professano come tali il successo è assicurato: se tutti quelli che credono di essere “geni del male” acquistassero almeno una lattina il margine di profitto elevato è assicurato!
Chi vuole contribuire e dare una mano a questo progetto? Mi riferisco soprattutto agli hackers etici




…be se magari le si desse un aroma di birra, un sapore di birra, e un costo abbordabile magari…
preferirei sempre una buona birra.
Oppure si potrebbe dare al mitico sig. Gallo…la ricetta per la OpenBeerCola …vediamo che ne vien fuori
Gli “etici” non leggono blog di persone “non etiche”, in realtà non leggono proprio blog.
Dimenticavo… non le leggono come come non leggono le e-mail… l’email nun le leiu….
Ciao, anche io alla opncola preferisco sicuramente una buona birra come si usa in germania…
anche perchè kit per preparare birra in casa abbondano ed i risultati, dopo varie prove, sono ottimi…
un saluto e…birra:sai cosa bevi!