La Warner Music, uno dei colossi musicali, ha da poco deciso di non rinnovare gli accordi con YouTube: non potranno più essere messi on-line i video musicali prodotti dalla stessa Warner, nè tanto meno le musiche e melodie che fanno da sottofondo a filmati amatoriali. I cosiddetti mashup sono vietati!Alla base del tanto discusso accordo, vi era la condivisione del fatturato pubblicitario – meglio noto come revenue sharing -, ma non ha raggiunto gli obiettivi prefissati e gli introiti non sono stati soddisfacenti.
Le trattative sono ancora bloccate e la Warner ha dato un ultimatum: cacciare obbligatoriamente tutti i filmati da YouTube e controllare i video amatoriali per quanto riguarda la musica di sottofondo. La multinazionale discografica confidava in un maggior guadagno viste le numerose visite degli appassionati che navigano su un sito di file-sharing così rinomato e popolare.
L’accordo risale al 2006 ed esattamente un mese dopo aver siglato questo “patto”, YouTube venne acquistata da un altro colosso: Google. Per circa 1.650 milioni di dollari, Google si è garantita una visibilità non indifferente, sfruttando la pubblicità generata dai video e dalle immagini riprodotte. Ora la realtà sta cambiando ed è possibile un cambiamento repentino delle altre major.
Come mai questa decisione drastica nel ritirare immediatamente i video? La Warner Music afferma che:
Semplicemente non possiamo accettare condizioni che attualmente non compensino adeguatamente gli interpreti, i compositori e i produttori. A volte quando non si possono ottenere accordi accettabili, è necessario rinunciare ad unioni che hanno avuto successo. [...] Per esempio può rendersi conto che sta bloccando l’accesso a video che contengono la musica di proprietà della Warner stessa.
Ma non è la sola Warner ad aver stipulato tali accordi per favorire il tanto discusso file-sharing, pensiamo alla Sony Music, alla Emi o alla Universal, decideranno anch’esse di anteporre i guadagni a qualsiasi altra attività? Certo, è grave pensare che la condivisione del sapere venga sempre e perennemente contrastata dalle multinazionali e dalle grandi major. I fans di Madonna, dei Rem e dei Red Hot Chili Peppers sono isorti. E noi rimarremo indifferenti per tutelare e salvaguardare la condivisione della cultura? (si, come sempre ndr)
Anche perchè ora Google è a un bivio: rinunciare ai contenuti per ottenere una fetta di guadagni più grossa o rinunciare ad una parte dei ricavi per accontentare le pretese della Warner? Staremo a vedere…



