Musica? No, poesia tutta italiana.
Perchè poesia?
Oggi parliamo di Daniele Moraca.
Era il 1999, presso la liuteria di un Amico, l’ormai purtroppo scomparso Carlo Rocco. Ho avuto l’onore di conoscere un poeta, uno di quelli veri, un uomo di quelli di altri tempi, chiuso nei suoi “silenzi d’autore”, con lo sguardo perso dietro parole che, a mio avviso, rimangono nel tempo, scolpite sulla pietra come antichi glifi.
Da che mondo e mondo sono sempre stato un metallaro, di quelli neri e cattivi, di quelli che trovano soddisfazione in un assolo di chitarra potente e cattivo, ma sono rimasto affascinato dalla qualità della musica di Daniele Moraca. Non è il solito cantante tutto pizza, amore e sole, tipico dell’italietta dei nostri giorni, è un poeta, un cantautore, come non se ne sentono da molto molto tempo.
La sua musica ispira le atmosfere del miglior Concato per la qualità della melodia, mista ad un soft “jazz” che regala sensazioni di tranquillità e calore. Si perchè il calore è l’argomento principale che traspare dal contatto con le note che si diffondono, snocciolando notabili tecnicismi di pianoforte apprezzabili nel contesto di “Libero di…” la quarta traccia del bellissimo disco “L’aquila e la nuvola“, tecnicismi per nulla freddi che fanno da cornice a questa meravigliosa canzone, che accarezzano l’udito, accompagnando l’ascoltatore in un stato mentale di riflessione e calma.
“Ho bisogno di te“, una canzone d’amore? Un misto di sentimenti, è voglia di verità, è una confessione della profondità e vastità delle sensazioni che si provano quando si ama. L’amore da un altro punto di vista, non come il semplice battere di un cuore, ma come una ferma posizione di stato, un punto fisso, stabile, dove lo sguardo si posa e resta tranquillo e conscio di ciò che il cuore dice.
Volando nel cielo un’aquila incontra una nuvola, un serio e coinciso dibattito tra realtà e voglia di volare, un sogno che si realizza, un ritmo coinvolgente, una storia d’amore tra l’immensità del cielo e il microscopico mondo di un essere semplice. Meraviglioso paragone tra la vastità di un sentimento pieno di voglia di crescere e l’immensità degli stati d’animo. Il paragone tra l’aquila e l’uomo è un palese trasparire tra ciò che si raggiunge e ciò che sono le reali potenzialità. “L’aquila e la nuvola” svaniscono…in un sogno? E’ bello dedicare un sogno a chi ci riempie il cuore. Atmosfere latineggianti, ritmo coinvolgente e pulizia del suono, completano il tappeto che il poeta stende ai piedi di chi ascolta, donando il titolo all’album.
Carico di sonorità che regalano momenti di tranquillità, eccelso e musicalmente grande, impreziosito dalla voce di Rosa Martirano, Salvatore Gullace, Diego Sisci e Silvano Montanelli e dai musicisti che accompagnano Daniele Moraca in questa raccolta di poesie. Un gusto per la qualità difficilmente riscontrabile nella musica di oggi, un insieme di finezze che non possono far altro che esaltare il sapore di “bello” che traspare. Posso finalmente affermare, dopo moltissimi anni, di aver ascoltato un bel disco di musica tutta italiana.
Daniele Moraca è raggiungibile all’indirizzo:



Ciao , ho seguito il link che hai suggerito e devo dire che in effetti questo musicista offre una musica veramente ispirata e un’atmofera quasi eterea…ottimo l’accostamento con il migliore Concato delle melodie soft jazz…
Ovviamente artisti come questo Daniele Moraca vengono del tutto ignorati e rimangono nel limbo dei veri appassionati di musica e parole fatti con cuore e intelligenza…ma forse il bello sta proprio qui, godere di piaceri quasi esclusivi.
Ciao , è sempre un piacere leggere i tuoi post.
Max.
Salve Max, è sempre un piacere leggere i tuoi commenti, soprattutto perchè ti reputo un intenditore.
Quello che mi convince di Daniele Moraca è la cura per i piccoli particolari, che rendono il “tutto” molto bello, inoltre la qualità della musica in se è a mio avviso eccellente, curata.
Devo dire però…
ho avuto modo di ascoltare Daniele dal vivo, e l’impatto è assolutamente differente rispetto al CD.
Calcola che Daniele si esibisce spesso da solo con la sua chitarra acustica, e la sua voce fa davvero un effetto incredibile…
in effetti lo preferisco live.
Daltronde c’è chi misura la grandezza di un artista dall’impatto live, e l’effetto che ha fatto su di me è stato a dir poco eccellente.