Donne e Linux – Come la prima volta può condizionare la vita dell’hacker
…se leggendo la prima parte vi siete scoraggiate ad avere figli per il rischio di avere un frugoletto hackerizzato, non abbiate paura. Tanto crescendo troverà una donzella che lo sopporterà per il resto della vita e voi sarete salve, così potrete gustarvi gli elettrodomestici nella loro originalità e privi degli esperimenti condotti dal giovane hacker. In molti immagino l’hacker come un essere cattivo e bastardo (da grande il suo livello di bastardaggine aumenterà e per questo è meglio averli amici!), ma provate ad immaginare la loro adolescenza e alla difficoltà di reprimere la loro rabbia contro chi non capisce l’utilità del mondo Open Source!
Il momento più critico che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza è quello della loro prima volta! Già, a differenza degli altri che hanno la loro prima volta intorno ai 14/15 anni, i piccoli hacker anticipano addirittura i tempi; se all’asilo effettuano i primi esperimenti sui giocattoli altrui, sulla carozzina, sul fasciatoio, sui pannolini – le loro spillette avranno un micro-chip incorporato per identificare i linuxiani da comuni mortali, l’olfatto non è ancora ben sviluppato; se di fronte avrà un emo in fasce preparatevi ai gesti più strani: tenterà in tutti i modi di recuperare il contenuto del pannolino per buttarglielo in faccia! -, sul carion per riprodurre la musica dei Testament(o Dimmu Borgir), ecc. con l’ingresso nella scuola avrà non poche difficoltà a relazionarsi con gli altri, pertanto la sua prima volta avverrà già ad 8 anni!
Avete capito bene…a 8 anni! Mentre i suoi coetanei ancora pensano a giocare e frequentare gli oratori della parrocchia del quartiere e i suoi compagni di classe diventerrano tutti boy-scout grazie al manuale delle Giovani Marmotte, la sua prima volta gli cambierà la vita: il commodore64 regalato alla sorella maggiore diventerà il suo fedele compagno, non lo tradirà mai perchè eseguirà alla perfezione i comandi digitati. Un nuovo mondo, un nuovo orizzonte per il piccolo hacker…e se riuscivate a vederlo nell’ora di pranzo e di cena, ora mettete una sua foto a portata di mano perchè dimenticherete il suo volto: porterà il cibo in camera, non può perdere tempo prezioso!
La prima volta davanti ad un pc non si scorda mai; quando avrà 30 anni vi saprà descrivere perfettamente le caratteristiche del monitor, quali tasti ha consumato di più, a chi ha arrecato danni e quali erano le sue distribuzioni preferite. Se è stato programmato a dimenticare qualsiasi anniversario e ricorrenza, ricorderà alla perfezione le giornate trascorse dinnanzi al Commodore; se gli altri preferivano giocare a calcio, lui usava il 486 per sperimentare una delle prime versioni di Suse, per allacciarsi alla Rete Internet del Comune, per conoscere persone che come lui apprezzano il mondo *NiX.
Da piccolo apparirà come un bimbo maaaagro, pallido e di poche parole, ma dopo la prima volta cambierà totalmente! Alle scuole elementari tutti si prendevano gioco di lui, appariva sempre silenzioso e introverso: non fidatevi, sta meditando la sua vendetta; presto i borsellini super griffati dei compagni esploderanno con tutte le matite che da colorate diventeranno nere, i quaderni conteranno delle velate minacce e il registro della maestra apparirà e scomparirà a suo piacimento. Mentre si insegna l’alfabeto, a come tenere una penna in mano e a sfogliare Topolino, lui leggerà tranquillamente il Tanenbaum, considerato come la Bibbia, perchè ha in mente chissà quale grande progetto!
E’ compito vostro crescerlo bene e per non assumere caratteristiche strane per poi avere ripercussioni in futuro; dovete essere sempre presenti come genitori e porre quesiti su suoi interessi. Se vi parlerà di Ubuntu e gli piacerà la canzoncina tribale, fate ATTENZIONE! Da grande sarete additati voi come la causa di questo nuovo male, pertanto effettuate delle piccole ricerche e convincetelo ad installare un’altra distribuzione; nel caso in cui non riusciate a smuoverlo dalle sue decisioni, bè…fossi in voi mi chiederei perchè qualcuno da lassù vi odia così tanto da mandarvi in casa una sciagura del genere. Se invece formatterà in continuazione il pc e alle superiori, nonostante la sua noncuranza nell’abbigliamento – alcuni si gratteranno perchè penseranno di essere di fronte a qualche becchino, ma non sanno che indossa svariate tute nere -, sarà considerato il genio matematico poichè non avrà bisogno di alcuna calcolatrice per risolvere le espressioni più dure, è lui è lui…il piccolo hacker sta crescendo!
La prima volta influenza la sua esistenza: se dapprima il suo volto era caratterizzato da un sorriso beato e felice, visto che da bambino aveva scoperto questo nuovo mondo, crescendo assumerà la classica espressione pensierosa – in molti la scambieranno per incazzatura – e concentrata su più terminali aperti contemporaneamente. E se gli chiederete “una parolina dolce” e lui vi risponderà “zucchero”…avete avuto la conferma che è proprio un hacker (a limite è uno scemo…)!
Naturalmente vi starete chiedendo: “Ma se passa tutto il suo tempo davanti al computer, dove incontra le hackerE?”. Da bambini loro pensavano che il Padre Supremo bussasse alla loro porta per regalargli una donna, crescendo e diventando capelloni (non per moda ma per esigenze di compilazione BSD e/o Gentoo) attireranno lo sguardo e l’attenzione di qualche giovane donzella. Dapprima cercheranno di capire quale sia il bottone che apra la shell per digitare i comandi e poi? Seguite il post “Al primo appuntamento invece dei fiori eccovi un dvd” e lo scoprirete…
A presto!



Che dire…il quadro sembra perfetto e in alcune tue descrizioni mi ci ritrovo perfettamente!
Purtroppo però non sono stata una frugoletta fortunata che ha potuto provare il piacere del Commodore64.
La mia “prima volta” è stata alle medie, il prof di educazione tecnica ci aveva portato dei vecchi pc da smontare. E’ stato un amore a prima vista, le viti che si toglievano, il case che si apriva ed ecco il mio primo incontro con l’hardware…così polveroso ma al tempo stesso intrigante.
Che bei ricordi!
…in alcune descrizioni che Vanilla fa, mi ci ritrovo anche io…
Soprattutto quando parla di “birra” e “capelli lunghi”, “barba incolta” e “nottate insonni”.
Per il resto… boh!…non so proprio da dove le vengono certe idee.