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La RIAA ti da la caccia anche in ospedale: giudici compiacenti o major all’ultima spiaggia?

Il caso di Ciara Sauro è sconcertante. In ospedale a causa di una grave pancreatite, viene accusata dalla RIAA di pirateria informatica, di abuso di P2P.

L’accusa viene notificata a causa di 10 file mp3 condivisi nel computer di Ciara, e la RIAA vuole mettere le mani sugli 8000$ di ammenda che il giudice della corte federale ha imposto come “punizione”. La famiglia, già oberata dai debiti, si chiede come sia possibile che ci si accanisca in questo modo. Ad ogni modo, l’avvocato James Brink, ha fornito la sua assistenza legale gratuita alla signora Lisa Sauro, madre di Ciara, chiedendo l’apertura del caso che troppo frettolosamente il tribunale ha chiuso dando ragione alle major.

Questo è un’altra delle brutte figure che la RIAA fa tacciando utenti inconsapevoli per pirati informatici veri e propri, come successo già in altre occasioni. In poche parole gli States si stanno coprendo di ridicolo agli occhi del mondo per 10 mp3 condivisi. Ci si chiede se la “messa in condivisione” di qualche brano musicale possa valere l’accusa di “pirateria informatica” o “diffusione”.

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  1. 9 Dicembre 2008 alle 09:37 | #1