Anche Obama “adotta” l’Open Source!
Avete letto bene. Il nuovo presidente degli Stati Uniti sceglie le Creative Commons e scommette sulle licenze Open Source; se la sua campagna elettorale ha affascinato gli americani e non (basti ricordare il tormentone “yes, we can” sbarcato anche in Italia) e il portale Google che riportava ben 87 risultati sui top 100 delle ricerche riguardanti Barack Obama, riuscirà Obama a far avvicinare anche i più scettici all’Open Source?
Può essere definito come il “Presidente dell’Era Digitale“, che ha basato la sua forza nella comunicazione telematica; facciamo un passo indietro: il tutto è iniziato con un ironico video che screditava l’operato di Hillary Clinton, i social network diventano così il fulcro delle primarie USA. Non solo, Rupert Murdoch, il fondatore di MySpace, ha aperto il canale “Impact” dove sono raccolti i profili dei candidati democratici e repubblicani, ognuno con il proprio video, il proprio programma, i vari gadget e le promesse agli elettori. Il web 2.0 ha contaminato proprio tutti!
Il neo Presidente è riuscito a promuovere la sua candidatura grazie ai nuovi canali di comunicazione, è riuscito a coinvolgere i giovani tramite Internet mantenendo il suo approccio al Web 2.0. Difatti proprio su YouTube è andato in onda il primo messaggio rivolto alla nazione, promettendo cambiamenti anche ai cittadini della Rete! Secondo alcuni è riuscito a “sfruttare” gli strumenti di comunicazione della Rete, ma ora giunge una notizia che ha destato una certa soddisfazione per chi, come noi, crede nella condivisione del sapere: Obama ha scelto le Creative Commons 3.0 sul sito Change.gov, perno delle informazioni inerenti la futura amministrazione e le politiche adottate dal Presidente stesso.
Ciò consentirà a qualsiasi utente di copiare, distribuire e rielaborare i materiali presenti nel sito governativo – ancora transitorio - senza dover chiedere l’autorizzazione agli autori poichè è richiesta unicamente la citazione della fonte; è consentito, inoltre, l’uso commerciale e integrare i contenuti per ottenere opere originali. Un uomo all’avanguardia e che fa tutto questo per una maggiore pubblicità reputazionale? No miei cari, perchè il suo intento è quello di invogliare il cittadino alla distribuzione on-line di qualsiasi materiale e alla condivisione delle informazioni; rilasciare i contentuti del proprio sito con licenza libera sta facendo riflettere: come si comporterà nei confronti del sistema del copyright statunitense? E quali saranno le politiche per i diritti d’autore?
In attesa di nuovi resoconti, prendiamo Obama come esempio: non basta canticchiare lo slogan della sua campagna elettorale per sentirisi evoluti, non basta cliccare su YouTube per credersi americani, concentriamoci attentamente sulle sue attività e sulle sue prese di posizione. Consideriamo gli States come una Nazione all’avanguardia, perchè i nostri politici non discutono sull’applicazione delle licenze libere? L’Open Source arreca danni alla cultura? Non penso affatto. La condivisione fa sì che la cultura si arricchisca e che le persone possano interagire tra loro.
E in Italia che si farà? Si cercherà di avvicinarsi alle Creative Commons come fatto da Obama o sarà tutto ignorato a favore dei soliti noti che guadagnano cifre esorbitanti grazie ai diritti d’autore? Staremo a vedere…io nel frattempo condivido, e tu? (siamo il popolo che ruba 2,00€ alla Pausini per ogni canzone scaricata… ndr)


