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…e poi ci si lamenta della privacy violata.

E’ ormai da un pò di tempo che leggo articoli riguardo DRM, misure di sicurezza anticopia, misure firewall per la difesa della privacy, utenti di tutti il mondo uniti contro l’invasione delle major nelle proprie case, i controlli sul file sharing (come spesso scritto in alcuni miei articoli su PettiNiX). I governi uniti contro il cittadino fraudolento che invece di pagare un CD, lo scarica illegalmente da Internet.

A parte le considerazioni personali, fatte di frodi contro il cittadino da parte di uno stato che non fa altro che arricchire i soliti, frodi fatte di tasse inventate nelle università, parentele e clientelismi, frodi fatte di libertà di stampa violata, informazione pilotata, la colpa di queste intrusioni è propria dell’utente della rete. Spesso succede che l’acquisto di un PC non è realmente “controllato” , per carità, lungi da me la proposta di un controllo da parte di un Grande Fratello nei confronti di un utente intento nell’acquisto stesso di un PC, la responsabilità è propria dell’utente finale.

Nel mondo dell’informatica le mie conoscenze sono tantissime, da veri e propri geni quali Negatron, Lobotomia, Vilgio, a perfetti utOnti, quali ME…

Il problema sta nel fatto che informarsi prima di un qualsiasi acquisto è una cosa importante quanto fondamentale. A chi non è mai capitato di chiedere a qualcuno che PC abbia, magari interessato alle caratteristiche tecniche e ci siamo sentiti dire “ho un windows xp!”.

L’ignoranza(non inteso come vocabolo offensivo per carità) è tale e tanta e la disinformazione altrettanto, così da portare l’utente nella scelta di qualcosa che effettivamente limita la sua libertà di scelta e la sua privacy.

Privacy, è una parola che ultimamente va di moda, una parola che potrebbe avere diversi significati secondo chi la pronuncia.

Nel mio caso la parola privacy significa avere la possibilità di lasciare i miei dati personali in un posto nel quale è difficile accedere, un posto in cui chi è maleintenzionato abbia non poche difficoltà. In parole povere, non dentro un PC :D

Scherzi a parte, il primo controllo deve avvenire a livello utente e il secondo a livello macchina e/o rete. In poche parole, siamo poi così sicuri di voler usare un PC connesso ad Internet per conservare dati potenzialmente sensibili? Magari ad un utente comune potrebbe non importare nulla, e in quel caso non dovrebbe neanche lamentarsi, caso contrario dovrebbe avvenire per i sistemi aziendali.

I computers che noi acquistiamo direttamente dai rivenditori con un sistema preinstallato e già funzionante, sono ricettacolo di problematiche tecniche(riguardanti la privacy) non indifferenti. Mi è spesso capitato di vedere “assistenze remote” attive, lucine dei router in continuo movimento mascherate da “broadcast” quando il pc è semplicemente acceso senza effettuare operazioni con la rete, strane e improvvise connessioni con IP che non conosciamo, aggiornamenti che ci chiedono di verificare codici di sicurezza, malfunzionamenti del sistema quando vengono disabilitati alcuni servizi. Tutto questo appartiene a Windows. E poi ci si lamenta della privacy violata.

Il non plus ultra è trovare su eMule intere directory “documenti” condivise, files di rubriche telefoniche, fotocopie di carte di identità, codici fiscali, patenti, indirizzi, elenchi clienti di aziende, dichiarazioni dei redditi, indirizzi di creditori e debitori di società finanziarie, user e password di contatti mail aziendali e privati, foto osè delle proprie mogli, fidanzate, fidanzati, amanti mariti, lettere d’amore, lettere private. Tutto, per tutti i gusti, in tutte le salse, formati, estenzioni e quant’altro.  C’è chi si lamenta che progetti, programmi, musica, vengano rubati attraverso Internet…E poi ci si lamenta della privacy violata.

Questo post vuole essere un piccolo monito a chi distrattamente, per ignoranza, per negligenza e perchè no, anche a causa di un “braccino corto” non pensa. Un semplice firewall, una piccola attenzione ai “servizi” di sistema, un occhio alle licenze, un antivirus, un antispyware, possono risolvere qualche problema, anche se non tutti. Si perchè l’attenzione dell’utente è fondamentale, e spesso ci si dimentica che con qualche piccolo accorgimento è possibile rendere il nostro computer un pò più sicuro, anche se non del tutto.

Conoscendo il nostro nemico, conosciamo i nostri limiti, è quanto afferma Sun Tzu nell’Arte della Guerra, quindi informarsi prima di arrivare ad un acquisto potebbe essere la soluzione più corretta. La seconda soluzione è quella di adottare software Open Source(no, windows scaricato non è open source… :| ), senza codice maligno, controllato da una serie di sviluppatori, che esegue SOLO il suo lavoro, senza nè importare nè esportare dati dal nostro sistema in modo inconsapevole da parte dell’utente. Poi un buon firewall, attraverso il quale controllare TUTTE le connessioni del nostro PC, in ingresso e in uscita, un buon antivirus(per carità, Norton scaricato vale quanto windows scaricato) che si aggiorni costantemente con le firme virali che giorno per giorno invadono la rete, o in alternativa nessuna di queste soluzioni, basta installare una qualsiasi distribuzione LINUX!

Il codice e la struttura di Linux non permettono l’accesso di virus, trojan, e utenti maleintenzonati, in pratica è come avere un PC in una buona cassaforte. La leggenda che ci siano virus per Linux è solo una leggenda, semmai potrebbe esserci qualche “exploit”, e cmq resta difficile acqisire i privilegi di root(amministrazione del sistema)  su un sistema *NiX, proprio per la netta distinzione che c’è tra USER e ROOT.

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