Tratto dal Corriere della Sera: “La Cassazione: insufficienti le firme di Beppe Grillo per i referendum.” La notizia è stata rilanciata da tutti i media e desta clamore. E lo scandalo, anzi, gli scandali si moltiplicano. Sono diverse le notizie che mi fanno rimanere sempre più basita. Parlo in primis da quanto comunicato proprio oggi dalla Cassazione.
Vi ricordate le firme raccolte il 25 aprile (V Day) per abolire l’ordine dei giornalisti, il duopolio Rai-Mediaset e i finanziamenti pubblici ai giornali (che si aggirano al miliardo di euro all’anno)? Bene, secondo gli Alti Vertici non sarebbero sufficienti e da qui uno scatenarsi di servizi in televisione. Strano però che i giornalisti non abbiano menzionato che le firme siano VALIDE per Parlamento Pulito e che la legge è stata discussa in Senato con sede referente del 22 maggio 2008 e assegnata alla Commissione Affari Istituzionali. Staremo a vedere cosa succederà il 25 novembre (giorno in cui è stato convocato Beppe Grillo).
E non finisce qui, si intravede una forte tempesta all’orizzonte, nuovi paletti vogliono essere inflitti a noi utenti della rete. Già, la censura si evolve e dalla stampa, dalla radio, dalla televisione arriva pure su internet. I grandi capi avranno forse timore di qualcosa? O non hanno altro su cui riflettere? Penso che ci siano cose ben più gravi da risolvere. I giovani (sotto il “suggerimento” spassionato e accorato dei loro prof) sono scesi in piazza per manifestare contro la Gelmini, ma come mai nessuno ha menzionato qualcosa su questa specie di rivolta on line?
Come già successo in passato, con il
DDL anti-blog sono molti siti italiani a pagarne le spese. Difatti, non solo chi offre informazione è a rischio, ma qualsiasi spazio web che si occupi di divulgazione, divertimento, intrattenimento, ecc. che abbia dei banner (e magari qualche piccolo introito) può ricadere nella tipologia indicata nel decreto ed iscriversi al ROC. Ora, immaginate chi utilizza una piattaforma web per fornire un supporto a chi ne ha bisogno (un esempio? Le enciclopedie on line, wiki su sistemi *NiX) e debba sottostare a maggiori costi e ad una conseguente burocrazia, secondo voi quanto resisterà?
Antonio Di PIetro è sempre attento alla libertà di informazione on line e fa constatare come questo sia il secondo atto del Decreto Levi. Sul suo
blog potete trovare ulteriori informazione e avere assistenza legale; diffonde inoltre un banner per poter spargere ulteriormente la notizia. La censura incombe mia cari, si stanno raccogliendo anche firme per la petizione contro tale provvedimento; visto il caso di Beppe Grillo………….avranno conseguenze positive?
Chi ha voluto a tutti i costi far tacere la voce del popolo non c’è ancora riuscito, ma sta facendo di tutto pur di pararsi le spalle, e pensare che ci sono tanti di quei problemi ma i nostri politici pensano ai blog!!! Ma forse non sanno che nella nostra Costituzione (che per loro, in linea teorica, dovrebbe essere una linea guida, il loro credo) viene sancito un articolo mooooolto chiaro:
art. 21 – TUTTI hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa NON può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Invece di correre ai ripari, pensassero PRIMA a compiere determinate scemenze così non si avverte nell’aria quell’odore di ipocrisia e quella voglia di far tacere la voce del popolo. Siamo stanchi di assistere a tutto ciò quando in altri settori stiamo andando al macello; quando i tagli colpiscono i fondi per le ricerche e ci si lamenta della fuga dei cervelli; quando la malasanità regna sovrana e si ha paura di andare in ospedale per un semplice mal di gola…E gli scandali in Italia continuano.