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Multitasking e Tecnostress part 2

Lungi da me approfondire l’argomento da un punto di vista psicologico e sociale…ma…anche chi non è manager è a contatto con mezzi tecnologici svolgendo diverse mansioni contemporaneamente.

Potenzialmente tutti noi siamo a rischio! Ebbene…lo stesso Di Frenna ha voluto approfondire ancora di più l’argomento mediante una nuova ricerca pubblicata ne Il Corriere della Sera l’8 giugno di quest’anno: sono stati somministrati dei questionari ad un campione di circa 224 unità inerenti le dieci attività con il maggior impatto informatico. Oltre ad indicare il tempo trascorso per compiere le molteplici attività mediante nuove tecnologie, si doveva attribuire un punteggio (grazie ad una scala da 1 a 10) dei tre fattori considerati come cause del temibile tecnostress:

  1. gestione delle diverse informazioni;
  2. eccessivo utilizzo degli apparecchi;
  3. esecuzione rapida dei task.

Cosa è emerso da questa interessante ricerca? Ebbene…la categoria che ha un elevato grado di tecnostress è rappresentata dagli operatori Ict (quindi i progettisti e gli amministratori di rete); seguono i cosiddetti giornalisti del web, gli analisti finanziari, i tecnici informatici e via discorrendo… Rileggo nuovamente le tipologie di lavoro – invito anche voi a fare altre ricerche – e mi rendo subito conto che sono strettamente correlate tra loro: computer, telefonini, vita frenetica…Mhmm…Sfoglio più avanti nelle pagine ed ecco che vengono segnalati e descritti i classici sintomi dei tecnostressati; cito testualmente

Se al lavoro perdete la concentrazione, vi sentite affaticati, soffrite di ipertensione, disturbi di digestione, insonnia, perdete facilmente la calma ci sono buone probabilità che siate tecnostressati.

E a questo punto ri-pongo il quesito posto nella prima parte: ma l’evoluzione ha davvero generato degli input positivi per l’uomo? L’utilizzo spasmodico dell’high-tech a cosa ci condurrà? Sono numerosi i blog e gli articoli che hanno come tema dominante, appunto, il tecnostress e il termine riccorrente è: sensazione;”Ho la sensazione di essere sempre nervosa….Ho la sensazione di non dormire bene a causa delle troppe ore davanti al terminale…Avverto una strana sensazione di pesantezza alla testa, ecc.” Siamo passati drasticamente da una pseudo malattia definita come “dipendenza da internet” al tecnostress da multitasking in brevissimo tempo! Attraverso il sito della Rai apprendo anche una nuova patologia psichica che sta colpendo gli Italiani e mi sembra doveroso fare un breve accenno; trattasi della tecnofobia: rifiuto del computer e autoconvincimento di essere in competizione con esso. Già quattro anni fa, secondo lo psicologo La Barbera dell’Università di Palermo, 5 italiani su 100 erano affetti da tale patalogia, soprattutto tra le persone con un’età media di 40-50 anni che effettivamente hanno vissuto male l’impatto con le nuove tecnologie. Oggigiorno si può constatare che i ragazzini nascono con l’i-pod in mano, sono sempre aggiornati sulle nuove tendenze e tecnologie. Ma vi immaginate i vostri genitori o i vostri nonni catapultati improvvisamente davanti al monitor? Lo stato di disagio sarà palpabile…

Non limitiamioci a pensare unicamente all’ambito lavorativo, pensiamo alla quotidianità. Quanti di voi, in questo preciso istante, stanno svolgendo più cose contemporaneamente? Parlo per me…mentre scrivo questo breve articolo, ho diverse finestre aperte con browser differenti da controllare, sto ascoltando musica, messaggio con Black e annoto su un foglio volante termini che approfondirò man mano. Bhè…io sono una comunissima utente…pensate a chi è costretto a stare a stretto contatto e quotidianamente con tutti questi apparecchi!!! Un minimo nervosismo mi sembra il minimo…

Qualcuno potrà obiettare il tutto considerando che la realtà è questa e bisogna adattarsi se vogliamo essere moderni e trovare lavoro. Ma vi rendete conto che l’uomo sta subendo passivamente? Nei perenni contratti a tempo determinato, stare al computer per sei ore e mezzo era disciplinato da contratto; svolgere una molteplicità di task era indispensabile: ricerche, attenzione alle normative, consultazione c/o vari enti, tastierina numerica sempre alla tua destra, calcolatrice e foglio elettronico a portata di mano, telefono perennemente attivo…Dopo un paio di settimane lo stress era alle stelle!

In molti consigliano di ritagliarsi uno spazio proprio, di coltivare un hobby, leggere un buon libro, andare in palestra e approfittare delle belle giornate per correre all’aria aperta…Secondo voi, stanchi dopo un’intensa giornata, l’uomo/donna comune cosa fà ritornando a casa e magari con famiglia e prole ad attenderli? Vi lascio con questa domanda ma un’ultima osservazione va fatta…Negli anni ‘80 il termine multitasking sembrava un’utopia, il tecnostress irraggiungibile…e pensare che per la maggior parte di noi, il telefilm cult ”Super Vicky” incarnava la massima funzionalità nell’adoperare le tecnologie…Non è che, sotto sotto, stiamo diventando tutti dei piccoli robot?

  1. 7 Novembre 2008 alle 19:11 | #1

    …in effetti…

    riporto una tua affermazione:
    “…mentre scrivo questo breve articolo, ho diverse finestre aperte con browser differenti da controllare, sto ascoltando musica, messaggio con Black e annoto su un foglio volante termini che approfondirò man mano. …. Un minimo nervosismo mi sembra il minimo…”

    Stavo spiegando ai ragazzi l’utilità di un wiki, avevo il server a sinistra, il portatile a destra. Sul server c’era il terminale attivo con un apt-get update/upgrade, una connessione ssh sul “Clan”, sul portatile il blog, gtalk e 3 o 4 pagine per la consultazione :D
    tu che mi conosci sono un tipo “nervoso”?

  2. Vanilla
    9 Novembre 2008 alle 20:12 | #2

    Noooooooooooo…assolutamente….Black non è mai nervoso…..
    Sono i troppi impegni a renderlo così stralunato…eh eh eh…

  3. 9 Novembre 2008 alle 20:43 | #3

    :|
    infame

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